Approfondimenti

Gli istituti paolini di vita secolare consacrata
 

Gli inizi

Gli Istituti paolini «Maria Santissima Annunziata» e «San Gabriele Arcangelo» commemorano i cinquant’anni di vita (1958-2008), essendo stati fondati rispettivamente il 12 agosto e il 12 settembre 1958. Un’opportunità per “rileggere”, non solo questi due Istituti, ma anche l’Istituto «Gesù Sacerdote» e «Santa Famiglia» che cronologicamente li seguono a ruota.

 

Il 25 gennaio 1957 don Alberione scrive e fa dattilografare dal suo segretario don Antonio Speciale quanto segue e mandare alle varie comunità della Famiglia Paolina:

«Frutto dell’anno a S. Paolo: 25.1.1957 – 25.1.1958. Per completare la Famiglia Paolina e il suo apostolato si chiedono due Istituti Secolari, secondo la Costituzione Apostolica “Provida Mater Ecclesia”:uno maschile e l’altro femminile. – si è dato modesto inizio; sempre in Gesù Cristo, Via, Verità e Vita»[1].

 

In un’annotazione che risale alla fine del 1957 il Fondatore esprime a Maria Madre, Maestra e Regina degli Apostoli l’impegno di avviare tre Istituti a completamento della Famiglia Paolina:

«Io, indegno vostro figlio, accetto con cuore la volontà del Vostro Gesù: completare la Famiglia Paolina. Inizierò i tre Istituti: “Gesù Sacerdote”, “Maria SS. Annunziata”, “San Gabriele Arcangelo”»[2].

 

Il 25 maggio 1958 don Antonio Speciale copia nel suo Diario dal taccuino personale di don Alberione la seguente preghiera che egli ha scritto quattro giorni prima stando in Alba:

 

«A Maria M[adre], M[aestra], R[egina]

Io indegno vostro figlio mi arrendo al santo volere del Maestro Divino. Ma ho assoluto bisogno di queste grazie: fede proporzionata, purezza di intenzioni, vocazioni, certezza di fare in tutto la sola vostra volontà, le grazie spirituali e materiali necessarie, i Cooperatori. = Due Istituti Secolari. Firmate e avallate Voi, Maria, Voi Gesù, tale cambiale? Conto solo su di Voi. Chiedo il mille per uno = Adoperatemi come la scopa. – Ciò in penitenza dei miei peccati. Tutto per Gesù Cristo, Via, Verità e Vita. – Gloria a Dio e pace agli uomini. Che tutte le generazioni vi proclamino e vi cantino beata.

Gesù Cristo mediatore presso il Padre; Maria mediatrice presso Gesù Cristo».

 

 

La fondazione

L’Istituto «Maria Santissima Annunziata». ll 20 luglio 1958 il paolino don Carlo Stella (1913-1973) presenta a don Alberione a Balsamo (Milano), alcune signorine che costituiranno il primo gruppo di Annunziatine. Nei giorni 11-12 agosto del 1958 don Alberione tiene a Balsamo il primo corso di Esercizi spirituali per le Annunziatine. Il 12 agosto 1958, al termine di questo corso di Esercizi il Fondatore accoglie il primo gruppo Annunziatine che aderirono all'Istituto entrando in noviziato.

 

L’Istituto «San Gabriele Arcangelo». Nel settembre del 1955 don Alberione incontra per la prima volta il riminese Odo Nicoletti, al quale confida che sta per fondare un Istituto formato da laici. Nel 1957 don Alberione incontra molte volte Nicoletti; l’anno successivo ancora di più. Il 16 febbraio 1958 gli confida che sarà lui il primo a far parte di un Istituto secolare maschile, che la Provvidenza sta preparando nella famiglia Paolina. L’8 settembre 1958 il Fondatore detta la meditazione introduttiva ai giovani dell’Istituto, che iniziano gli Esercizi spirituali ad Albano, in preparazione al noviziato. Il 12 settembre 1958 chiude gli Esercizi spirituali dei Gabrielini con il rito dell’entrata in noviziato dei giovani che saranno i primi Gabrielini, fra i quali Odo Nicoletti. In questa data si ritiene fondato l’Istituto «San Gabriele Arcangelo».

 

Istituto «Gesù Sacerdote». Nel primo progetto fondazionale don Alberione prevede come membri dell’Istituto «San Gabriele Arcangelo» anche sacerdoti secolari: «Possono essere membri tutti quei laici (compresi anche i Sacerdoti secolari)» (CISP 1303). Nell’estate del 1958, egli fa esplicito riferimento a un Istituto distinto per i sacerdoti secolari, «che ugualmente si consacrano al Signore nella stabile professione dei consigli evangelici per essere in mano ai Vescovi strumenti più efficaci nelle attività sacerdotali», con «la possibilità di entrare in un Istituto Secolare e nello stato di perfezione per rendere più santa la loro vita e più fruttuoso l’apostolato» (CISP 1321). Nel numero del mese di ottobre 1958 di Vita Pastorale egli informa il clero, cui giunge la rivista, sull’Istituto «Gesù Sacerdote» che egli sta avviando (e che fonderà nel 1959).

 

Istituto «Santa Famiglia». Don Alberione volle sempre una maggiore santificazione dei coniugi, consapevole che nel matrimonio e nella famiglia voluti da Dio sbocciano la fede, le virtù umane e cristiane, gli stessi carismi ecclesiali. Ispirandosi all’enciclica Arcanum divinae sapientiae di Leone XIII, don Alberione aveva organizzato con Francesco Chiesa nella diocesi di Alba un’associazione denominata «Sacra Famiglia», che aveva lo scopo di tradurre in pratica gli insegnamenti del papa sulla famiglia.

Il 25 dicembre 1931 egli avviava la pubblicazione di Famiglia Cristiana, periodico d’informazione e di formazione cristiana per le famiglie. Quando nel 1956 questo periodico raggiunse le cinquecentomila copie di tiratura, don Alberione promosse la consacrazione alla Madonna, Regina degli Apostoli, delle famiglie abbonate alla rivista.

Il 22 aprile 1963 ottenne da parte del cardinale Eugenio Tisserant, vescovo di Ostia, di Porto e di S. Rufina, il decreto di erezione dell’Associazione «Unione delle famiglie cristiane».

Non ci sono quindi ragioni per mettere in discussione la paternità di don Alberione nei riguardi dell’Istituto «Santa Famiglia», sebbene non fosse stato lui a fondarla di persona.

Della sua espressa volontà di fondare e dare inizio formale all’Istituto – ancora lui vivente –, i testimoni più accreditati sono don Furio Gauss, dell’Istituto «Gesù Sacerdote», don Luigi Zanoni, don Stefano Lamera, che avviarono l’Istituto «Santa Famiglia» non prima del 1972. Di don Luigi Zanoni (1912-1995) si conserva nell’Archivio dell’Istituto «Santa Famiglia» una lettera datata a Natale del 1972, diretta ai Responsabili di questo Istituto, nella quale sostiene che esso è sorto «il 26 novembre 1971, il giorno della morte del Fondatore», precisando però che si tratta di «primavera», di «inizi, del tutto soprannaturali». Dopo la morte di don Alberione – secondo la testimonianza di don Furio Gauss rilasciata a don Galaviz in un colloquio con lui rispettivamente del 30 marzo e del 7 aprile 2005 – in data 15 ottobre 1972 il paolino don Stefano Atanasio Lamera (1912-1997) costituì il primo gruppo di novizi dell’Istituto «Santa Famiglia»: otto coniugi e tre vedove, che il 4 novembre 1973 furono ammessi dallo stesso sacerdote alla prima professione dei consigli evangelici.

 

L’approvazione

Il 4 marzo il Fondatore fa inoltrare alla Sacra Congregazione per i Religiosi la domanda per l’approvazione dei primi tre Istituti paolini. L’8 aprile, in tempi brevissimi ottiene il decreto di approvazione dei tre Istituti, e del loro primo Statuto per un decennio, che è sottoscritto dal Card. Valerio Valeri, Prefetto della Sacra Congregazione dei Religiosi, e da P. Philippe, Segretario (Prot. n. 11706/60).

In data 19 aprile 1982 il Superiore generale della Società San Paolo don Renato Perino chiedeva alla Santa Sede che l’Associazione «Santa Famiglia» venisse riconosciuta come opera propria della medesima congregazione e ne venisse approvato lo Statuto. L’approvazione fu data dalla Congregazione per i Religiosi il 19 giugno 1982, sottoscritta dal Segretario monsignor Agostino Mayer O.S.B. (Prot. n. A 77- 1/81).

Da ambedue i decreti risulta che i quattro Istituti Paolini di vita secolare consacrata sono «opera propria» della Società San Paolo.




[1] Cfr. Diario di Don Speciale [DDS]. Quanto don Alberione compie negli anni 1957-1959 per preparare, fondare e avviare l’Istituto «San Gabriele Arcangelo» è documentato nel Diario del paolino don Antonio Speciale, che per vent’anni «seguì Don Alberione come un’ombra e in un atteggiamento di venerazione senza limiti, annotando nascostamente tutto quello che egli faceva, diceva e scriveva, quando gli era possibile» (ROLFO, p. 345, Nota 4).

[2] Le Preghiere mariane di don Alberione. Storia e commento, 18, Edizioni Archivio Storico Generale della Famiglia Paolina, Roma 1988, p. 103.