Avventimenti

Assemblea 2006
  SOCIETÀ SAN PAOLO
Assemblea circoscrizionale Provincia Italia
“ESSERE PAOLINI, UNO STILE DI VITA”
Ariccia 23-25 febbraio 2006

RELAZIONE SULL’ISTITUTO “SAN GABRIELE ARCANGELO”

Alla data del 31 dicembre 2005, l’ISGA è composto da 39 persone: 29 Professi perpetui (età media, 62 anni), 7 Professi temporanei (45 anni), 3 Novizi (34 anni). Quanto alla professione, 2 sono lavoratori autonomi, 20 Pensionati, 14 Lavoratori dipendenti e 3 Disoccupati. Quanto alla Provenienza geografica, 18 sono dal Nord Italia, 16 dal Centro/Sud e 5 dalle Isole.

APPUNTAMENTI PER LA FORMAZIONE
È una prassi ormai consolidata: ogni anno l’ISGA orga¬nizza 7 incontri mensili e un corso di Esercizi Spirituali; viene pubblicato un Bollettino bimestrale di carattere formativo-informativo; la Festa patronale viene celebrata il 29 settembre.

ASPETTO STORICO-FONDAZIONALE
Nel 1958, undici anni dopo la promulgazione della Provida mater Ecclesia, don Alberione avvia i suoi tre Istituti di vita secolare consacrata, aggregati alla SSP. Egli, dando vita agli istituti laicali aggregati e riferendosi in modo particolare all’Istituto San Gabriele Arcangelo, tra l’altro, disse: «Oggi il laicato cattolico è particolarmente in movimento e impegnato in tante attività. I migliori sentono vivo il bisogno di contribuire a salvare l’umanità dal materialismo, dall’ateismo, dall’anticlericalismo massonico, e vi sono tanti giovani e uomini che vogliono attendere alla santificazione propria in una veste stabile, ma senza entrare negli Istituti tradizionali, ossia senza abbandonare il loro ambiente di vita e di apostolato» (UPS I, p.108). Ai primi Gabrielini disse: «Vivete da secolari nel mondo, senza nessun abito particolare, negli uffici, nelle scuole, dappertutto, e avvicinerete gli uomini con la vostra testimonianza di vita» (in ODO NICOLETTI, Crescete solidi come querce, Istituto San Gabriele Arcangelo, Roma 2003, pp. 85-86).
Il Fondatore ha potuto dedicare ai Gabrielini solo gli ultimi anni della sua vita ma, in compenso, ha presenziato ai Corsi di Esercizi Spirituali estivi tenuti loro in Ariccia (Roma) fino al 1968. I più anziani ricordano ancora le meditazioni del Fondatore sul senso della vita, sulle realtà ultime ossia i novissimi. In particolare ha lasciato alcune frasi lapidarie che essi conservano rispettosi, “sentondole” come altrettante consegne: «Crescete solidi come querce» – «I Gabrielini sono inseriti nel mistero dell’Incarnazione» – «I Gabrielini sono chiamati a svolgere una missione anti-ateistica».

ASPETTO CARISMATICO
Da quanto precedentemente esposto si può constatare che i Gabrielini sono nati per operare all’interno della società, con una fisionomia e carisma tutto proprio, ma non per questo meno importante ed evangelico: agire nell’anonimato e nel quotidiano per essere sale che si scioglie e lievito che fermenta nella vita di ogni giorno. Essere membri dell’Istituto San Gabriele Arcangelo, aggregato alla SSP, è un carisma, una vocazione, una missione, uno stile di vita secolare consacrata, che si esprimono nel mondo con i mezzi del mondo: 
a) professando la perfezione evangelica attraverso i consigli evangelici;
b) esercitando l’apostolato all’interno delle realtà terrene;
c) dedicandosi, nella condizione secolare e nell’ambito degli impegni sociali;
d) valendosi delle professioni, attività, forze, luoghi, circostanze che rispondono alle condizioni dei secolari;
e) ricorrendo pure a ciò che è nuovo e ardito, sempre però, nello spirito della Chiesa e secondo le proprie norme, con una particolare attenzione sull'uso dei mezzi tecnici e organizzativi moderni per fini apostolici;
f) dedicandosi alla diffusione del messaggio della salvezza principalmente secondo l’apostolato e lo spirito della SSP, della quale allargano ai settori più diversi l’influsso e l’azione missionaria specifica;
g) ricordando che, associati per un particolare dono di Dio alla SSP, il loro apostolato è vera predicazione, cioè un atto salvifico in quanto produce la fede, che è il presupposto stesso dell'ordine soprannaturale, senza la quale è impossibile piacere a Dio.

I Gabrielini compiono l’apostolato usando tutti i mezzi più efficaci:
a) in primo luogo, la preghiera, «anima dell'apostolato»;
b) la fatica, «legge fondamentale della vita apostolica»;
c) il buon esempio, «predica silenziosa che parte dalla vita e va a riformare la vita».

Nelle parrocchie, per quanto loro possibile:
a) costituiscono centri di diffusione (librerie) per buona stampa, dischi, cassette, videocassette, pellicole cinematografiche e altri mezzi ideati dal progresso tecnico;
b) collaborano nelle stazioni radio-televisive a scopo apostolico; 
c) segnalano le trasmissioni radio-televisive che procurano un vero vantaggio spirituale sociale e quelle, invece, che vanno evitate;
d) curano, in particolare, la celebrazione della “Giornata” annuale dei mezzi della comunicazione sociale, in cui i fedeli siano istruiti sui loro doveri in questo settore, siano invitati a pregare per questa intenzione e a dare, per questo medesimo scopo, offerte che saranno scrupolosamente destinate a sostenere e incrementare le istituzioni e le iniziative promosse dalla Chiesa;
e) promuovono in tutti i modi, la diffusione della Sacra Scrittura, specchio nel quale la Chiesa pellegrina in terra contempla Dio, perché tutti trovino in essa «saldezza della fede, cibo dell’anima, sorgente pura e perenne della vita spirituale» (DV 22); la lettura assidua del santo Vangelo nelle famiglie, perché, aiutate e rafforzate nella loro sublime missione, siano eternamente salve e anche benedette sulla terra; la partecipazione attiva alla Liturgia, culmine e fonte della vita cristiana; lo studio sistematico del catechismo, «da non trascurare nella evangelizzazione» (EN 44); la recita del Santo Rosario nelle famiglie, perché tutti, meditando sul significato che ha Maria nel mistero di Cristo e sulla sua presenza attiva ed esemplare nella vita della Chiesa, accolgano la pienezza della realtà salvifica, che è il Cristo. 

In prospettiva, per il 2008, Anno commemorativo dei 50 anni di fondazione dell’ISGA (12/9/2007 – 12/9/2008), dal Consiglio dell’Isti¬tuto sono state proposte le seguenti iniziative: 
a) Mostra itinerante in pannelli con dépliant vocazionali per far conoscere l’Istituto nelle diverse diocesi; 
b) pubblicazione di un volume di don Angelo De Simone sul Fondatore, la storia, il carisma, la vita spirituale e apostolica dell’ISGA.


PROMOZIONE VOCAZIONALE E FORMAZIONE
È confortante l’andamento della promozione vocazionale: due candidati sono entrati in noviziato aggiungendosi al novizio che già aveva intrapreso questa tappa; due giovani continuano il loro discernimento e ad quali se ne sono aggiunti recentemente altri otto: a questi giovani è stato inoltrato materiale informativo sul nostro Istituto e alcuni numeri della nostra circolare, oltre ad avere avuto con loro una comunicazione telefonica e incontri personali, durante i quali sono stati invitati a incontrarci nei ritiri mensili; alcuni vi hanno partecipato.
Ai novizi viene proposto quanto proponeva don Alberione ai suoi giovani: una vita umana-cristiana-consacrata convinta, autentica e integrale: «Dobbiamo fare cristiano tutto l’uomo! Noi dobbiamo portare tutto l’uomo a Dio. Non possiamo farlo cristiano soltanto nella mente o cristiano solo nei sentimenti o cristiano solo nelle preghiere e nelle opere. È necessario che l’uomo viva Gesù Cristo con tutto il suo essere e in tutto il suo essere» (cfr. Convegno Catechistico Paolino, Ariccia, 7-10 gennaio 1960, Figlie di San Paolo, Roma 1960, p. 4). L’ambito e la fattispecie di una formazione diretta a consacrati di vita secolare inducono a privilegiare la promozione umana aperta all’espe¬rienza di Dio che sfocia in una piena e gioiosa consacrazione nella sequela di Cristo con un obiettivo concreto: liberare nella sua integralità la identità umana, individuale, sociale, professionale, cristiana, consacrata, paolina del Gabrielino, potenziando la formazione biblico-teologico-ecclesiale, con specifico riferimento allo spirito della FP. Dalla constatazione di un dinamismo di crescita vivace e permanente, ritengo che i Gabrielini stiano continuando a occuparsi seriamente della propria formazione integrale.
In quanto Assistente spirituale contribuisco ad attivare l’apparato umano e spirituale dell’Istituto, con una particolare sensibilità alle risonanze della base per trasformarle sempre in nuovi e positivi orientamenti, onde favorire l’equilibrio fra struttura e tessuto vivente. Punto sulle qualità umane e acquisite, la cordialità, l’entusiasmo, la creatività, la fiducia, l’ottimismo, la lungimiranza, il senso e la consapevolezza responsabile dell’ap-partenenza. Lavoro in seconda, in stretta collaborazione con il Delegato, tenendoci fermi alle origini fondazionali, allo spirito, alla mistica, all’apostolato, alla crescita dell’Istituto, con uno sguardo al passato, al presente, al futuro e con la viva intelligenza e robusta spiritualità della sorgente biblica e carismatica. Si pone la riflessione al servizio dell’Istituto, anche quando comporta notevoli sacrifici. Facciamo, insomma, come meglio possiamo…