Avventimenti

Esercizi spirituali 2010
  CONTEMPLAZIONE E MISSIONE
Esercizi spirituali 2010

Nel pomeriggio del 9 agosto, festa di santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein), noi Gabrielini ci siamo ritrovati nella Casa del Divin Maestro in occasione del ritiro annuale, previsto dallo Statuto dell’Istituto San Gabriele Arcangelo come momento indispensabile per la nostra formazione di secolari consacrati.
Quest’anno, ad accoglierci è stato il nuovo Assistente spirituale, don Domenico Cascasi, il quale nel corso dell’Eucarestia serale ha posto questi Esercizi sotto il patrocinio della santa celebrata, Edith Stein. Don Domenico ha inoltre tracciato un sintetico, ma efficace profilo della patrona d’Europa che edificò la propria spiritualità sulla Scientia Crucis, intesa come chiave di unione mistica della creatura con il Creatore per giungere alla contemplazione della Verità.
Peraltro, nella stessa spiritualità paolina si approfondisce questo tema, nello svilupparne anche la valenza “dinamica”, che induce a trasformare la contemplazione e adesione a Cristo Maestro in azione tesa a manifestare la sua gloria, perché tutti gli uomini giungano alla salvezza mediante la conoscenza della Verità. Il mattino seguente, dopo un breve saluto di congedo dell’ex Assistente don Angelo De Simone, il predicatore don Paolo Lanzoni, della Società san Paolo, ha presentato il tema delle sue riflessioni, sulla preghiera popolare. Come già ci aveva indicato lo scorso anno don Vito Salanitri, sviluppando più o meno lo stesso tema sulla base di una notevole documentazione, è stata sottolineata l’importanza del raccoglimento interiore come primo elemento “tecnico” sul quale impostare un dialogo non illusorio con il Signore.
Nel corso degli incontri successivi sono stati illustrati gli aspetti più importanti della preghiera, sempre alla luce del principio primo che per imparare a pregare occorre soprattutto pregare. Tali linee generali sono tuttavia comuni a molte fedi, perché l’instaurare un rapporto con la dimensione sacra è un’esigenza inscritta nell’animo dell’uomo. Non solo dei cristiani e dei religiosi convenzionali.
A modo loro, più o meno con la stessa tecnica, pregano anche maghi, esoteristi e persino i satanisti. Questo perché ogni rapporto che l’uomo intende stabilire con la realtà invisibile (celeste, infera o ctonia), è basato sulla preghiera, intesa come un rivolgersi a un “altro”. Infatti, anche uno scrittore tendenzialmente agnostico, come Cesare Pavese, riconosceva che “La preghiera è lo sfogo come con un amico. L’opera equivale alla preghiera, perché mette idealmente in contatto con chi ne usufruirà”.
Tuttavia, la preghiera cristiana, a differenza di quelle espresse nelle altre confessioni, non si limita alla scansione di sole formule e invocazioni propiziatorie rivolte a divinità indefinite e sfuggenti. Nessun’altra religione infatti entra in contatto intimo con il Dio supremo nutrendosi e trasformandosi addirittura in Lui, come invece avviene all’interno delle celebrazioni tramandate dalla tradizione apostolica per volere dello stesso Dio e Padre nostro. 
La celebrazione eucaristica consente difatti di partecipare direttamente al mistero del Corpo e del Sangue di Cristo, per goderne i benefici di salvezza. Nessuna preghiera può superare l’azione di grazia che si realizza nell’incontro eucaristico con Cristo Maestro e usufruire totalmente dell’interazione redentrice con la sua Persona concreta. Questo mistero celebrato quotidianamente nel rito della santa Messa costituisce la forza propria, la potenza e l’unicità della tradizione apostolica, costantemente richiamata di frequente dal papa Benedetto XVI.
Alla luce di queste considerazioni, il nutrirsi del Corpo e del Sangue di Cristo, il rivolgersi a Lui nei momenti di culto comunitari e personali, sotto la sapiente guida dell’Assistente spirituale e della sensibilità del carissimo Delegato, ha reso possibile un clima particolarmente sereno durante tutto il corso degli Esercizi, dal quale noi Gabrielini partecipanti abbiamo tratto grande giovamento. 
Quest’anno si trovava raccolto nella Casa Divin Maestro anche il gruppo dei Cooperatori Paolini di Alba, i quali durante la solenne celebrazione eucaristica dell’Assunzione hanno consegnato al Superiore don Ampelio Crema una ben ragguardevole donazione, finalizzata alla stampa e diffusione della Sacra Bibbia in lingua cinese. Questo significativo gesto di carità cristiana dimostra tra l’altro che la generosità si sviluppa in proporzione all’impegno profuso. Nel senso che quanto più ci si spende per un ideale, tanto più si raccoglie.
Anche l’Istituto San Gabriele Arcangelo ha offerto frutti pregevoli al Signore. Già durante i primi Vespri della solennità di Maria SS. Assunta si è svolta l’entrata in noviziato di Alessandro, che da tempo frequenta gli incontri periodici con il gruppo di Roma. Nella celebrazione eucaristica domenicale, si è inoltre svolto il rito delle Professioni. Giuseppe (Pino), Gavino, Giovanni, Luca, hanno rinnovato i voti. Mentre invece i “Gabrielini della prima ora”, Odo Nicoletti, Luigi Patat, Francesco Leonardi (assente per motivi di salute), hanno celebrato il Cinquantesimo anno di professione dei Consigli evangelici.
L’unico motivo di tristezza che ha velato il clima fecondo e sereno degli Esercizi e del rito delle Professioni è stata l’assenza di alcuni Gabrielini dovuta a problemi di salute, come nel caso particolare del nostro amico Serafino. Il Delegato li ha comunque sentitamente ricordati, raccomandandoli al Signore, durante le funzioni comunitarie e nel corso dei colloqui personali.
Sono sempre molti i motivi per cui essere grati al Signore. Ma quanti vivono la propria consacrazione nel mondo, soggetti quotidianamente a difficoltà di vario genere, e lontani dai ritmi liturgici scanditi all’interno delle comunità religiose, devono essere particolarmente riconoscenti a quanti attraverso un’azione “a distanza”, con la preghiera o con l’affetto silenzioso, contribuiscono a smorzare il senso d’isolamento al quale per forza di cose sono soggetti.
Attraverso questo indispensabile e reciproco vincolo possono essere superati i limiti ordinari dello spazio e del tempo, le distanze e le separazioni, le debolezze e le innumerevoli difficoltà quotidiane, alla luce di quella dimensione evangelica che ogni consacrato dovrebbe essere sollecito nel ricercare e ricomporre in sé.
In ordine a questo spazio sacro, proprio dello spirito, può realizzarsi quell’unità di intenti che raccoglie, come all’interno di una sfera ideale, in senso cristocentrico, il contributo di tutti i membri della mirabile Famiglia, religiosi e laici, i quali incarnano, ognuno secondo le linee specifiche delle varie Istituzioni paoline, l’intenzione comune trasmessa dal beato Fondatore: dare gloria a Dio e pace agli uomini, attraverso la carità della Verità.
Un grazie particolare infine per il nuovo Assistente spirituale dell’Istituto, don Domenico Cascasi, il quale ha stabilito fin da subito rapporti di un costruttivo dialogo personale con ogni consacrato, manifestando inoltre la propria disponibilità ad accogliere iniziative e riflessioni utili al rilancio dell’Istituto, in ordine al carisma specifico assegnatogli dal beato Fondatore, anche in vista del centenario della Fondazione della Società San Paolo (1914-2014) che la Famiglia Paolina festeggerà prossimamente.
Un arrivederci dunque ai prossimi appuntamenti previsti per questo nuovo anno spirituale, sperando di condividerli anche a quanti ultimamente non hanno potuto compiacersi delle abbondanti grazie che la Santissima Trinità dona sempre ai fratelli che si ritrovano insieme, per celebrare il suo Nome, quoniam bonus, poiché buono.