Dalla Circolare

La Circolare Io sono con voi (32 pagine) è sorta qualche anno dopo la fondazione dell'Istituto allo scopo di collegare, informare, e formare i Gabrielini.
Qui sono riportati alcuni articoli pubblicati nell'ultimo decennio.


13 gennaio - febbraio 2008, pp. 19-27      Il gabrielino catechista
 

Siccome il Mistero di Dio è eccedente di fronte a ogni comprensione, la Chiesa mantiene la consapevolezza dell’inevitabile divario tra quanto essa coglie e quanto ha ancora da apprendere e vivere riguardo al suo Signore. L’evangelizzazione e la catechesi scaturiscono dal bisogno di testimoniare ciò che per grazia siamo diventati e che riteniamo offerto a tutti.

Sono molti i Gabrielini che prestano servizio di catechista nella propria parrocchia. Leggete quanto afferma l’antico scrittore cristiano Origene (185-253 ca.) sullo strumento idoneo attraverso il quale si evangelizza e si catechizza chi non conosce il Cristo.

“Gesù insegna, cercando gli strumenti per trasmettere il suo insegnamento. Pregate dunque affinché egli trovi anche in me uno strumento idoneo e ben disposto a parlare di lui. Così come Dio onnipotente, cercando dei profeti, al tempo in cui gli uomini avevano bisogno delle profezie, trovò per esempio Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele; del pari Gesù cerca strumenti con cui trasmettere la sua parola, e ammaestrare i popoli nelle loro sinagoghe ed essere glorificato da tutti”[1].

La figura stabile del catechista è in funzione di quanti sono poveri di annuncio e quindi vanno evangelizzati. È in tal senso che va individuata meglio la presenza, l’identità, il ruolo, la formazione, il servizio del catechista. Questa funzione non può essere assunta da un “generico”, ma da un “chiamato”, investito di carisma, mandato, responsabilità, competenza, ruolo. Il catechista riceve il mandato dalla comunità ecclesiale. Non c’è nessuno che “da solo” può compiere questa “impresa”; anzi, questa mentalità va sconsigliata e curata, perché l’azione pastorale ha un soggetto responsabile unitario, che è la comunità cristiana. È infatti la comunità ecclesiale che prepara i catechisti, orientandoli anzitutto a formarsi un’ottica d’insieme e una visione globale della catechesi e della missione della Chiesa (cfr. EN 24d).

Il gabrielino catechista prende seriamente l’incarico ricevuto dalla comunità e sa situarsi fra i due amori che lo interpellano: quello proveniente dall’Alto, divino e gratuito; quello che è richiesto dal basso, umano ed esigente. I destinatari della catechesi vanno quindi orientati a non puntare “anzitutto” sul catechista ma sul Maestro interiore, il quale illumina e guida catechista e destinatari.

 

“Siete venuti insieme e pendete dalla parola del ministro di Dio – confidava sant’Agostino ai suoi catecumeni –. Non fate caso alla nostra persona, tramite la quale vi si offre; perché gli affamati non badano se il recipiente ha poco valore, ma all’abbondanza del cibo”[2].

 
E continuava nell’identificare il proprio ruolo, sostenuto dall’Alto:

“Noi che cosa siamo? Suoi ministri, suoi servitori; perché non è nostro, ma tiriamo fuori dalla sua dispensa quanto distribuiamo a voi. E anche noi viviamo di essa, perché siamo servi come voi”[3].

Quindi chiarisce che tutti sono ascoltatori della medesima Parola rivelata, sia chi l’annuncia e sia chi l’accoglie:

“Attualmente voi fate ciò che allora faremo tutti. In realtà allora, nella vita eterna, non ci sarà alcun maestro della parola, ma maestro sarà la Parola. Ne deriva, quindi, che a voi spetta realizzare, a noi esortare. Voi siete infatti gli ascoltatori della parola, noi i predicatori. Ma nell’intimo, dove nessuno vede, siamo tutti ascoltatori”[4].

L’ascolto comporta l’interiorizzazione di quanto è udito con le orecchie e la sua traduzione in vita:

“Rientrate dunque nel vostro cuore, e, se siete fedeli, vi troverete Cristo. È lì ch’egli vi parla. Io infatti parlo ad alta voce ma è lui ad istruirvi più efficacemente nel silenzio. Io parlo attraverso il suono della parola, egli invece parla nell’interno ispirandovi un santo timore. Sia dunque lui a seminare nel vostro cuore la mia parola […]. Ecco, poiché c’è la fede nei vostri cuori e in essi c’è Cristo, sarà lui ad insegnarvi ciò ch’io desidero inculcarvi col suono delle mie parole”[5]. 

Il catechista è colui che accoglie il compito di catechizzare i battezzati bisognosi di essere rievangelizzati. Lo Spirito Santo Consolatore "promesso dal Figlio" è mandato dal Padre perché riveli pienamente ai cuori il mistero cristiano e li apra alla conoscenza di tutta la sua verità. Il catechista gabrielino sa riconoscere l’opera di Dio e intuisce la soavità e potenza del suo amore per gli uomini, quindi con bontà e rispetto può farne partecipi gli altri, anche in un contesto occasionale di lavoro.

La sua fede e la sua coerenza, la sua vita di preghiera e di carità, la sua partecipazione ecclesiale e la sua apertura missionaria, il suo impegno cristiano in famiglia e nel lavoro sono già un annuncio silenzioso del Vangelo e una catechesi illuminante. È capace di far pensare, riflettere e spingere a conversione, senza incrementare il vizio di battezzare con nomi nuovi realtà che poi di fatto rimangono assolutamente le stesse.

Va dunque suscitata, dove ancora non fosse comparsa, la “ministerialità” della comunità, a partire da ogni singolo battezzato, e va guidata verso la sua piena e matura espressione, che rende possibile la realizzazione di una comunità tutta missionaria.

Il parroco resta nella sua comunità il primo evangelizzatore e catechista, il garante che il Vangelo venga annunciato a tutti e in particolare agli adulti. La preoccupazione dell’evangelizzazione e della catechesi fa parte del suo ministero, insieme alla cura dei rapporti comunitari, della liturgia, della carità e della missionarietà.

 



[1] ORIGENE, Commento al vangelo di Luca, 32,2-4.6, Città Nuova, Roma 1974, pp. 205), traduzione di S. Aliquò.

[2] Sant’AGOSTINO, “Discorsi”, 125,8, volume XXXI/1 dell'edizione bilingue delle Opere di sant'Agostino, Città Nuova, Roma 1990, p. 91, traduzione di M. Recchia.

[3] IDEM, cit., 229/E,4, volume XXXII/1 dell'edizione bilingue delle Opere di sant'Agostino, Città Nuova, Roma 1984, p. 435, traduzione di F. Cruciani.

[4] IDEM, cit., 179,7, volume XXXI/2 dell'edizione bilingue delle Opere di sant'Agostino, Città Nuova, Roma 1990, p. 923, traduzione di M. Recchia.

[5] IDEM, cit., 102,2, volume XXX/2 dell'edizione bilingue delle Opere di sant'Agostino, Città Nuova, Roma 1983, pp. 255-257, traduzione di L. Carrozzi.