Dalla Circolare

La Circolare Io sono con voi (32 pagine) è sorta qualche anno dopo la fondazione dell'Istituto allo scopo di collegare, informare, e formare i Gabrielini.
Qui sono riportati alcuni articoli pubblicati nell'ultimo decennio.


14 maggio-giugno 2011, pp. 3-5      il gabrielino insegnante
 

Il progetto educativo, il soggetto educando e l’insegnante educatore costituiscono l’anima della scuola, dove opera anche un certo numero di Gabrielini.

 

1. La vita, il dinamismo di crescita personale, la mia ricerca mi hanno convinto a considerare la persona, e quindi me stesso e gli altri, il primo dei valori.

La natura ci ha messo dentro la vita e l’energia ma non l’arte di vivere, occorre apprenderla, come s’impara a distinguere e a contare le stelle. Poi l’esperienza fa il resto, anche se talvolta a prezzi altissimi.

Per vivere, nascere, affrontare la vita, morire, si ha bisogno di una guida; anzi di un maestro e, ancor più, di un padre.

La concentrazione sulla persona è dunque il progetto educativo che si esplica e si attua fin dall’infanzia nel liberare l’identità personale sotto la guida archetipica, significativa, autorevole e affidabile del padre e della madre, definiti non solo dalla cultura né dalla mentalità corrente, per lo più effimere.

 

2. L’educando è il particolare soggetto che si trova nello stato di minore età, il quale attraversa un processo evolutivo che lo condurrà allo stato adulto complessivo, pur continuando a caratterizzarsi per il suo permanere e il suo divenire. È il divenire del conoscere, del comprendere, dell’evolversi che mostra eloquentemente la dignità e il limite dello spirito umano. Al valore e alle capacità dell’intelligenza s’accompagnano la possibilità e la realtà dell’errore, la debolezza volitiva, la passionalità mutevole: tutti limiti legati alla corporeità, che è circoscritta allo spazio e al tempo e che imbriglia lo spirito alle sue condizioni.

All’attuazione del progetto educativo concorrono diversi fattori, interni ed esterni. Fattori interni sono: l’ereditarietà (nessuno viene “nuovo” al mondo: ciascuno porta con sé l’eredità psico-fisiologica di tutti i suoi ascendenti); il temperamento (insieme di qualità, disposizioni e tendenze psichiche che si manifestano quale naturale patrimonio individuale difficilmente modificabile).

Fattori esterni sono: l’ambiente (finalizzato alla persona; comprende la famiglia, la scuola, lo Stato, la Chiesa).  Nell’insidia ambientale che ostacola il valore della persona, l’educando è sostenuto dunque dalla famiglia, dalla scuola, dallo Stato e dalla Chiesa. Mettere d’accordo famiglia, scuola, Stato è un compito arduo, e lo dimostrano i recenti eventi italiani nell’ambito scolastico.

I genitori, nel loro significato ideale, sono i migliori educatori dei figli per il loro intervento di amore, di continuità, di coabitazione, di somiglianza. Non si dirà mai abbastanza che i genitori devono rendersi sempre più idonei e responsabili della loro funzione educatrice, poiché tanta forza riceve il progetto educativo per quanto si offre realizzato nei genitori che hanno messo al mondo l’educando. A ciò che la famiglia, la scuola e lo Stato non possono arrivare per la loro stessa struttura immanente, giunge la Chiesa, la quale si presenta come l’istituzione educativa che garantisce il bisogno e il diritto ai valori spirituali e trascendenti. Va chiarito però che la Chiesa non è un’istituzione “spirituale” nel senso che è lontana dai problemi socio-culturali, dal momento che garantisce anzitutto i valori umani, siano essi immanenti che trascendenti.

 

3. L’insegnante-docente è uno dei soggetti educatori che operano nella scuola, intesa come l’ambito preminente in cui si attua l’educazione. È “uno” non l’unico operatore educativo, poiché è la scuola stessa nella sua totalità, e non soltanto i singoli insegnanti, a formare il soggetto educando.

Ciò che maggiormente guasta il sano concetto e ruolo d’insegnante è l’impiegatismo e l’impreparazione pedagogica. Per questo, la scuola è considerata dai più come ufficio, posto di sistemazione, fonte di guadagno, palestra di ambizioni o di interessi personali.

L’insegnante non può ignorare i criteri che regolano il rapporto educativo educando-educatore. Tale rapporto è in pari tempo auto-educazione ed etero-educazione (in genere è la prima a prevalere sulla seconda, poiché all’educatore è affidato il compito di accompagnare); interiorità-esteriorità (lo spirito-educatore comunica con lo spirito-educando mediante un’azione “significante” che è il meglio di sé, suscitando, guidando, testimoniando); negatività-positività (l’azione del maestro trova il suo limite nell’autonomia e nelle possibilità dell’educando, che a sua volta perché in-completo deve affidarsi alla guida del maestro); autorità-libertà (l’allievo non può essere sostituito dal docente, il quale deve saper conservare e accrescere la propria autorità e autorevolezza etico-pedagogica); preventività-repressività (l’eventuale conflitto si risolve in razionalità avvolta dall’amore, in partecipazione che rispetta e vigila, sorride e riprende, lascia fare e impedisce di strafare, incita al meglio, comprende realisticamente la debolezza congenita del volere nell’educando)

Il docente ricorre a un metodo connotato di sapiente realismo e conforme al processo evolutivo dell’educando. Tale metodo si caratterizza per l’interiorità (l’evento educativo è questione di profondità, intensità, visceralità); l’interesse (niente ci commuove e ci muove se non è nostro: l’interesse non è solo spontaneo, soggettivo e dunque superficiale, ma oltremodo oggettivo, profondo, positivo, veramente “vantaggioso); l’impegno (la gioia di colui che raggiunge la vetta in una comoda cabina della funivia ha nulla a che vedere con la gioia straripante di chi l’ha guadagnata in salita passo dopo passo); l’individualizzazione (educazione non solo individuale, ma individualizzata, nel senso che nella molteplicità della scolaresca l’insegnante non vede una massa amorfa ma tante individualità inconfondibili con le quali fare i conti: ciascun educando deve avvertire che l’azione educativa è rivolta a lui); l’intuizione (non solo lavoro della mente, ma attività integrale della persona nella sua completezza psicosomatica e spirituale: mente, volontà e cuore, è il caso di ribadirlo); la progressività (conformità alla natura della persona, la cui struttura sottostà allo sviluppo nei vari stadi evolutivi che non è a compartimenti stagno); il dinamismo (l’azione, l’applicazione, la verifica sono la connaturale espansione della persona e uniscono lo spirito alla materia: il dinamismo non è puro fare [creativismo] né puro produrre [produttivismo] né puro competere [agonismo]).

 

4. Come si situa nella scuola il gabrielino docente? È “specializzato” in scienze della formazione e “competente” nella disciplina che insegna. E non è poco, se consideriamo la diffusa piaga dell’impreparazione. Prima di tutto questo, egli si sente però “chiamato” all’insegnamento, che non è mestiere, ma è missione di forgiare anime e personalità armoniche. Già così equipaggiato, può insegnare efficacemente, quale colonna su cui poggi l’istituzione, l’incisività e l’efficacia della scuola.

L’educazione, oggi in particolare, è formazione alla realtà, al senso di responsabilità, all’uso retto della libertà, che consiste nel vero bene per sé e per gli altri. Essa abilita a governare se stessi, con il proprio temperamento, carattere, attitudini. È in tal modo che è formata la personalità, ovvero il complesso di valore e di valori naturali o acquisiti per il completamento di sé.

Nel porre la sua azione educativa, grazie a un’adeguata preparazione e a un’ampia, interdisciplinare e organica cultura, il gabrielino insegnante si occupa di e-ducere (tirar fuori, portare alla luce) le potenzialità dell’educando, che egli accompagna a prenderne consapevolezza, ad apprezzarne le positive, a gratificarsene, a svilupparle e a impegnarle a vero beneficio di se stesso, degli altri, del mondo. Sollecita pertanto l’educando al bene, anzi a puntare sul massimo bene, non per competizione né per rivalità, ma perché ne è assolutamente affascinato.

Bene assoluto è Dio. Lo si scopre nel libro della vita quotidiana, presa nei suoi inestimabili valori: persone, moralità, cultura, arte, scienza, tecnica, industria, socialità, benessere, tolleranza, rispetto, e via di seguito.