Dalla Circolare

La Circolare Io sono con voi (32 pagine) è sorta qualche anno dopo la fondazione dell'Istituto allo scopo di collegare, informare, e formare i Gabrielini.
Qui sono riportati alcuni articoli pubblicati nell'ultimo decennio.


33 luglio-agosto 2011, pp. 3-5      Collateralit√† dei laici nella famiglia paolina(Gv 20,17)
 

Oggi i Gabrielini continuano a impegnarsi con l’apostolato dei laici presso i laici, offrendo agli occhi dei loro colleghi di lavoro e di quanti vivono loro a fianco non una vaga tendenza cristiana, ma piuttosto ciò che del cristianesimo possono attuare e incarnare nella vita.

Pertanto la loro testimonianza suppone motivazioni vitali sotto il profilo umano e cristiano, prima ancora di consumarsi come espressione verbale di annuncio, evangelizzazione e catechesi. L’odierno tentativo diffuso di demolire i valori umani e cristiani va affrontato pure con una coscienza laica cristiana di origine controllata, ovvero radicata nell’esperienza di Cristo e del vangelo, e quindi in un nuovo stile di vita, di azione e di servizio fattivi.

La congregazione della Società San Paolo, di cui il nostro Istituto è “opera propria”, non può eludere il dono e il valore aggiunto che le vengono offerti dai laici in essa presenti e operanti, a cominciare dal suo organico esterno: i collaboratori e i cooperatori, uniti in un solo spirito e varietà di iniziative apostoliche indirizzate allo stesso fine. I laici paolini entrano nella “comune appartenenza alla Famiglia Paolina, voluta come tale dal Fondatore, come uno degli elementi carismatici di ogni Istituto”[1].

Nelle Costituzioni della Società San Paolo (1984) si legge all’articolo 86.4: “si avrà cura di promuovere, secondo il pensiero del Fondatore, la vocazione e formazione dei laici paolini”. In conformità al proprio Direttorio, le Figlie di San Paolo si impegnano a coinvolgere i laici più sensibili alla loro missione e a stimolarne la collaborazione (cfr. artt. 29.3, 42.1).

Nelle Costituzioni delle Pie Discepole (1985) è ribadita la partecipazione dei fedeli alle loro iniziative più profondamente eucaristiche (cfr. art. 85) e nel proprio Direttorio è scritto che esse curano di “associarli alle forme apostoliche proprie del loro Istituto” (art. 2).

Dagli anni ’80 in poi si è puntato sulla conoscenza, chiarificazione e orientamenti circa il laico nella e con la Famiglia Paolina, a partire dall’approfondimento dell’aspetto storico-teologico-ecclesiale. Poiché la teologia del laicato è stata canonizzata dal Vaticano II e la Chiesa ha accolto il dinamismo che le proviene dal mondo moderno, è ovvio che anche la Famiglia Paolina dovrà in concreto chiarire l’identità e la presenza dei laici nel suo interno: cooperatori paolini, Istituti di vita secolare consacrata, collaboratori laici alle opere paoline.

La presenza dei laici nella Società San Paolo non è accidentale ma “sostanziale” alla missione della stessa. Non si tratta evidentemente di cercare una “supplenza” dei laici alla scarsità delle vocazioni di speciale consacrazione, come sono le vocazioni dei chierici o dei religiosi e religiose, ma di una vera responsabilità e corresponsabilità dei laici nella Chiesa e nella vita religiosa, sulla base del battesimo comune. Le istanze che i laici pongono alle congregazioni religiose di don Alberione non vanno evase, poiché un laicato formato, preparato e zelante può molto contribuire all’apostolato paolino nei suoi variegati aspetti.

La Famiglia Paolina può superare la unilaterale visione religosa-liturgica del ministero, che relega inevitabilmente a un livello di seconda categoria il ministero “sacro-secolare” dei laici. Essa va ulteriormente iniziata e sensibilizzata sulla grande famiglia dei battezzati, onde scongiurare l’annoso conflitto “sacerdozio e laicato” e puntare sull’unità “ministero e comunità ecclesiale”. S’incrementa, così, un movimento di partecipazione e di collateralità dei laici, sia nel campo della preghiera, sia in quello della formazione, dell'insegnamento, soprattutto in quello dell'apostolato.

I laici appartenenti alla Famiglia Paolina sono, a loro volta, interpellati ad approfondire la testimonianza e l’insegnamento del Fondatore, i contenuti del documento conciliare Apostolicam Actuositatem e della Christifideles laici di Giovanni Paolo II. Il loro essere laici, incorporati nella Famiglia di don Alberione, ne accentua l’impegno nella vita di preghiera, di testimonianza cristiana e di apostolato perché il regno di Dio si dilati dentro e fuori.

Le istituzioni di laici paolini sono innanzitutto scuole di formazione e di testimonianza cristiana allo scopo di pregare e operare per contrastare in qualche modo l'ateismo dilagante in Europa e nel mondo. In prospettiva, il laicato paolino dovrà animarsi di coinvolgimento intelligente e di autonomia responsabile nel secolare perché “autorizzato” dalla Chiesa, dal Concilio e dal carisma del Fondatore.



[1] Costituzioni della SSP, art. 3.