Il Fondatore

Sui passi del fondatore
  Data e luogo di nascita
Il Beato don Giacomo Alberione è ricordato dai suoi figli quale persona di straordinario equilibrio, tra nascondimento e apertura, intuizione e operosità, attività e preghiera, calcolo e rischio, tradizione e futuro.Egli venne alla luce il 4 aprile 1884, quinto figlio di Michele Alberione e Teresa Alocco, a San Lorenzo di Fossano in provincia di Cuneo. Nato in una famiglia profondamente cristiana, contadina, molto laboriosa, proverbiale fra i conoscenti sotto questo aspetto, egli ne trasse ben presto lezioni di fede e di laboriosità, due principi ai quali si ispirerà in seguito come sacerdote e promotore di iniziative apostoliche.

Studente
Dal 1890 al 1895 frequentò le scuole elementari a Cherasco, dove già la sua famiglia risiedeva dal 1887. Proprio in quegli anni manifestava per la prima volta il desiderio d’intraprendere la via del sacerdozio. Questa scelta gli veniva dalla testimonianza cristiana della madre, della sua insegnante Rosa Cardona (1857-1917) e del suo parroco don Giovanni Montersino (1842-1912), sacerdotedi molto zelo, intelligenza e intuizione.

Seminarista
Perché il suo desiderio fosse appagato, il 25 ottobre 1896, fu accompagnato dal padre nel vicino seminario di Bra, dove frequentò quattro anni di ginnasio, e dall’ottobre 1900 continuò i suoi studi nel seminario di Alba.«Obbligato a prepararsi», come egli scriverà, cominciò a osservare con maggior attenzione come modello di vita il suo maestro di filosofia, don Francesco Chiesa (1874-1946), ma procurando allo stesso tempo di conoscere meglio l’ambiente sociale in cui viveva con l’approfondimento delle scienze storiche e sociali e una più diligente applicazione allo studio delle scienze teologiche.

Sacerdote
Nel seminario di Alba tutto contribuiva a formare delle profonde convinzioni dottrinali. Preparatosi intellettualmente e spiritualmente, Giacomo Alberione fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1907 nel duomo della stessa città e celebrava la sua prima messa nella parrocchia di San Martino in Cherasco il giorno successivo. Nell’anno seguente egli completava gli studi teologici conseguendo la laurea in teologia, dopo averne sostenuto l’esame verbale il 9 aprile 1908 nella Facoltà di San Tommaso a Genova. Da allora sarebbe stato chiamato familiarmente «Signor teologo».

Fondatore
Dal 1914 in poi, impegnato ormai nell’opera di sviluppo delle sue fondazioni, egli intervenne sempre di meno nell’ambito della sua diocesi. «Il Vescovo, quando si trattò di cominciare – scriverà l’Alberione nel 1953 – fece suonare l’ora di Dio, incaricandolo di dedicarsi alla stampa diocesana, la quale aprì la via all’apostolato; e così quando si trattò dello sviluppo, poiché quando vide il cammino delle cose, assentì alla sua domanda di lasciare gli uffici a servizio della diocesi: “Ti lasciamo libero, provvederemo altrimenti; dedica tutto all’opera cominciata”. Egli pianse amaramente allora essendo assai affezionato alla diocesi; ma così, da un anno aveva chiesto, ed il Direttore Spirituale aveva detto che tale era il volere di Dio».

La Famiglia Paolina
– Il 20 agosto 1914 don Alberione apriva ad Alba la Scuola Tipografica «Piccolo Operaio» che sarebbe stata la futura Società San Paolo. Essa è una congregazione religiosa costituita di sacerdoti e fratelli laici, i quali professano i consigli evangelici e testimoniano con la vita e l’apostolato dell’evangelizzazione multimediale la parola di Dio e i valori che promuovono la persona.Essi impugnano la penna, si accostano ai microfoni in trasmissioni radiotelevisive, usano il linguaggio delle immagini affinché la parola di Dio, che «non è legata» (2Tm 2,9) a nessun vincolo né ad alcuna forma di espansione, «corra e sia glorificata» (2Tm 3,1).

– Il 15 giugno 1915 fondava e avviava la prima delle sue congregazioni femminili, la Pia Società delle Figlie di San Paolo avente il compito specifico di diffondere la buona stampa preparata dai giovani della prima Istituzione da lui fondata. Essa è una congregazione di suore, che ha in comune con la Società San Paolo la specifica missione di evangelizzare attraverso i mass media.

– Qualche anno dopo la fondazione delle sue due prime istituzioni, il 30 giugno 1917, don Alberione affiancò a esse collaboratori laici fondando l’Unione Cooperatori Buona Stampa (futura Unione Cooperatori Paolini) , i quali ne sostenessero le iniziative e le Istituzioni.L’Unione Cooperatori Paolini è costituita di persone che desiderano appoggiare le Istituzioni paoline. I cooperatori seguono il divino Maestro povero, casto e obbediente, vivendo secondo il loro stato secolare la povertà, col distacco dai beni della terra nel senso evangelico; la castità, osservando la purezza dei costumi secondo il loro stato; l’obbedienza, col dipendere dall’autorità religiosa, civile, domestica.La collaborazione dei cooperatori con la Famiglia Paolina è spirituale, apostolica ed economica. Essi vi s’inseriscono come specialisti ed esperti nei vari rami della cultura, della tecnica, dell’arte in qualità di autori o consulenti.Sostengono finanziariamente opere e iniziative. Promuovono l’orientamento vocazionale e assistono aspiranti negli anni della loro formazione intellettuale e religiosa.Vengono diretti dal Superiore generale della Società San Paolo, la quale pubblica per loro il mensile Il cooperatore paolino.

– Il 10 febbraio 1924 fondava ad Alba la congregazione delle Suore Pie Discepole del Divin Maestro, che si dedicano alla preghiera, all’apostolato liturgico e all’assistenza dei membri della Società San Paolo. È una congregazione di suore che vivono una vitale comunione con Gesù Cristo presente nell’Eucaristia, nel sacerdozio, nella liturgia, distinguendosi per una forma di vita contemplativo- apostolica. In uno spirito di famiglia, considerato e applicato nel senso umano, soprannaturale, coerente, efficace, e vissuto in ambiente di silenziosità amorosa e operosa; forti nella fede, sagge, socievoli, generose come chi vive puro, povero e libero davanti a Dio, le Pie Discepole testimoniano la vitale unione con Gesù Cristo Maestro Via da seguire, Verità da credere, Vita da possedere e condividere.

– Il 7 ottobre 1938 dava inizio alla congregazione religiosa femminile delle Suore di Gesù Buon Pastore a Genzano (Roma), impegnate nell’attività pastorale in stretta collaborazione con i parroci, nell’organizzazione e svolgimento della pastorale parrocchiale. La loro presenza nella Famiglia Paolina sottolinea la dimensione “pastorale” o “pratica”, come soleva dire il Fondatore, che caratterizza tutte le sue Istituzioni nell’esercizio della loro specifica missione.

– Nel 1959, con la professione religiosa di alcune signorine da lui preparate, gettava le basi del nuovo Istituto «Regina degli Apostoli» per tutte le vocazioni. Egli assegnò alle suore di questo Istituto la missione specifica del servizio vocazionale, con particolare attenzione alle vocazioni di speciale consacrazione, sia sacerdotali che religiose. Nella Famiglia Paolina esse rappresentano la congregazione religiosa più giovane, essendone la fondazione recente. Per la reale testimonianza di povertà, fede, disponibilità che esse danno, richiamano le origini delle varie Istituzioni paoline, come la stagione del coraggio, della piena fiducia in Dio, della docilità allo Spirito.

– Nella seconda metà degli anni ’50 avviava i primi tre Istituti paolini di vita secolare consacrata, nei quali si professano i consigli evangelici: sono l’Istituto «Gesù Sacerdote» (per sacerdoti e vescovi diocesani), l’Istituto «San Gabriele Arcangelo» (per uomini), l’Istituto «Maria Santissima Annunziata» (per donne), voluti dal Fondatore e approvati quale «Associazione paolina», «opera propria» e «unita» alla Società San Paolo.Coloro che vi fanno parte professano i consigli evangelicicon voti di povertà, castità e obbedienza, secondo il proprio stato secolare, condizione di vita e professione.Essi nella Famiglia Paolina testimoniano il pensiero, l’etica e i valori umani e cristiani senza abbandonare il proprio ambiente di vita ministeriale, professionale, sociale. 

In missione
Nell’ottobre del 1931 giungeva a New York don Pietro Borrano, primo missionario della Società San Paolo. Nel 1955 don Alberione visitava per la prima volta le comunità paoline maschili e femminili all’estero (America Latina). Tra la prima e la seconda sessione del concilio Vaticano II (1962-1965), cui egli partecipò in tutte le sedute, fu di nuovo all’estero in visita alle comunità paoline residenti in India, Giappone, Corea del Sud, Isole Filippine, Australia, Cile, Argentina, Brasile, Venezuela, Colombia, Messico, Canada, Stati Uniti, Portogallo.

Nasce al cielo
Alla fine del 1968 inoltra un «saluto paolino » a tutti i suoi figli e figlie spirituali della Famiglia Paolina », che si esprime in questi termini: «La mia conclusione: ho seguito l’ufficio dell’Apostolato dal 1914 al 1968, con la grazia divina. Ora sono arrivato a 84 anni della mia vita; che si chiude col tempo e passa all’eternità; in ogni ora ripeto la fede, la speranza e la carità a Dio e alle anime. Riuniti tutti nel gaudio eterno».Muore a Roma, il 26 novembre 1971, subito dopo la visita personale di Paolo VI (1897-1978), ed è tumulato nella sottocripta del santuario Regina degli Apostoli, da lui fatto costruire negli anni ’50.Papa Giovanni Paolo II (1920-2005) lo proclamerà Beato il 27 aprile 2003.




----------------------------------------------------------------------------------
[1] Il Bollettino Unione Cooperatori Buona Stampa (UCBS: 1918-1923) verrà pubblicato in seguito con diverse testate; S. Paolo (SP: 1923); Unione Cooperatori Buona Stampa (UCBS: 1923-1928); Unione Cooperatori Apostolato Stampa (UCAS: 1928-1949); Unione Cooperatori Apostolato delle Edizioni (UCAE: 1949-1950); Il Cooperatore Paolino (CP: 1950ss); cfr. R. ESPOSITO, La teologia della pubblicistica secondo l’insegnamento di G. Alberione, Edizioni Paoline, Roma 1970, p. 32.